15) Cavaliere di Mr. L' honnttet.
Secondo il Cavaliere di Mr l'onest intellettuale, l'apertura
mentale verso ci che  diverso e verso ci che  nuovo,
l'autocontrollo, il giudizio distaccato sulle mode del tempo,
l'impegno ad evitare le stravaganze sono alcune caratteristiche
dell'honnte homme.
Cavaliere di Mr, Oeuvres compltes, Parigi, 1930, pagine 93-95.

[...] Non comprendo niente sotto il cielo al di sopra
dell'honntet;  la quintessenza di tutte le virt. E coloro
che non la posseggono, sono male accolti dalle persone di buon
gusto, e anche quando parlano delle cose del mondo, lo fanno per
solito con tanta mala grazia, che non si possono sopportare.
Questa scienza  propriamente quella dell'uomo, perch consiste
nel vivere e nel comunicare in maniera umana e ragionevole. Chi
l'avesse per indole naturale, quale si pu acquistare senza
studio, quando pur non sapesse altro, non sarebbe ignorante.
Credo, tuttavia, che per eccellere in quella scienza,
l'intelligenza non sia mai troppa, e che tutto ci che s'apprende
di raro e di gentile vi contribuisca. Ma c' uno studio
particolare che riguarda il mondo, e vedo che i migliori spiriti e
i pi dotti, a meno di non averlo osservato, non vi procedono
senza passi falsi.
Bisogna dunque istruirsi pi che si pu nelle cose della vita, e
ci non  affatto quello che si chiama morale o politica, almeno
nel senso precettistico, giacch ho visto delle persone che
sapevano tutto ci che se ne insegna e che erano di cattiva
compagnia, perch non sapevano vivere; e ne conosco delle altre,
che hanno imparato solo il sapere del mondo e che sono ricevute
piacevolmente da per tutto. Quel vantaggio risulta dal praticare
con garbo le maniere che sono preferite nel commercio della vita,
e io noto in ci un genio rarissimo e molto desiderabile, che
viene dal gusto e dal sentimento, non meno che dallo spirito e
dall'intelligenza. Quel genio penetra gli avvenimenti pi segreti,
scopre con discernimento giusto e sottile ci che pensano le
persone con cui si conversa, e sono persuaso che non si possa
essere honnte-homme, n di piacevole conversazione, senza
quell'abilit di saper indovinare in molte circostanze.
[...] I pi son persuasi che per essere honnte-homme sia
sufficiente frequentare la corte, purch non ci se ne allontani, a
causa dei cambiamenti di scena e d'attori, e dato che le mode non
vi durano a lungo. Se ci bastasse, come sarebbe facile imparare
una cos bella scienza e come la si otterrebbe a buon mercato!.
 (...) Per distinguere la vera honntet  da quella falsa, ci si
deve assicurare che non abbia niente di men che reale, niente che
non sia giusto e ragionevole in tutte le parti del mondo; giacch
essa  universale, e le sue maniere appartengono a tutte le corti
da un capo all'altro della Terra, sebbene non appartenga alle
corti pi che ai deserti. Il cangiamento dei luoghi, la
rivoluzione del tempo, la differenza dei costumi, non le tolgono
quasi nulla. E' come del buon oro, che vale sempre il suo prezzo;
e le mode sono, riguardo all'honntet, quel che il conio dei
sovrani  per l'oro, poca cosa intendo. Essa non dipende che dal
cuore e dallo spirito; il suo principale fondamento  nel cuore e
lo spirito le conferisce la piacevolezza. [...].
Parimente le signore pi esperte dicono talvolta a se stesse: Ci
non mi dispiacerebbe, se non ci si trovasse niente da ridire.
Tuttavia, siccome le istituzioni di chi ci ha preceduti ci
governano nostro malgrado, bisogna osservare ci che  approvato
nelle corti e nei paesi in cui dobbiamo trascorrere la vita, e non
offendere la reverenza pubblica; ma per non essere di cattivo
gusto, bisogna guardarci bene dall'amare in cuor nostro delle cose
che la ragione non ammette, se non perch il mondo ci si 
abituato.
Molte azioni stravaganti sembrano di gran gusto soprattutto a
coloro che non ci trovano altro interesse che per lo spettacolo, e
quando si trascurasse ci che si ha pi caro, sarebbe insensatezza
il voler piacere in tal guisa, a meno di non potersene esimere.
Giacch nulla  pi disdicevole d'essere pazzo. Io noto una certa
obbligazione di paese e di costume che piace solo alle persone
comuni; sono delle false convenienze che dobbiamo respingere,
perch oltre a toglierci il sentimento di quelle vere,
spegnerebbero in noi tutta la luce che la natura ci ha accordata,
e ci terrebbero rinchiusi come prigionieri in un angolo della
terra. Non veder niente al di l della propria patria  esser ben
limitati, mentre  segno d'uno spirito eccellente giudicare di
tutto senza prevenzione.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
dodicesimo, pagine 888-890.
